CfP Sociologia del lavoro | La “posta in gioco” nei conflitti di lavoro: sguardi sociologici a partire da Alain Touraine

La Special Issue della Rivista Sociologia del lavoro N. 170(3)/2024 “la posta in gioco dei conflitti di lavoro”, a cura di Bianca Beccalli (Università di Milano), Guglielmo Meardi (Scuola Normale Superiore, Firenze), Paola Rebughini (Università di Milano), offre la possibilità di unire riflessioni di lunga data a quelle più recenti, aprendo il dibattito su quale sia il terreno principale dei conflitti di lavoro oggi. Se l’ineguaglianza è cresciuta in Italia come nella maggior parte dei paesi negli ultimi decenni, la sua traduzione in termini di conflitti sociali non è affatto meccanica. Per Touraine (1984), la classe è un attore storico e quindi o è “classe per sé”, o non è classe. Oggi assistiamo a ridefinizioni delle posizioni nei conflitti economici: si prenda ad esempio lo slogan “we are the 99%” del movimento Occupy, lontano da una concezione di classe tradizionale, o l’emergere della categoria di “precariato”, in tensione con quella di “salariato” (Meardi et al., 2021). Forme di protesta come scioperi dei migranti o scioperi femministi contrastano con la preferenza generale di molti sindacalismi, come quello italiano (Beccalli e Meardi, 2002), per un egualitarismo generale indifferente alle differenze, e hanno aperto il campo nello studio dei conflitti di lavoro a approcci intersezionali attenti alle questioni di identità (Tapia e Alberti, 2019). Dietro queste ridefinizioni stanno diverse concezioni della posta in gioco (progresso, informazione, libertà, dignità, affermazione della propria identità…) che rimangono però implicite, il che spiega la difficoltà attuale oggi di elaborare rappresentazioni politiche del lavoro, dopo il declino di quelle tradizionali socialdemocratica e comunista.

La Special Issue è aperta a contributi sui conflitti di lavoro che direttamente o indirettamente affrontino oggi le questioni classiche della sociologia tourainiana, in un momento storico in cui le molteplici crisi sociali pongono la domanda del livello della “posta in gioco” e viene riscoperta l’importanza del dialogo tra studi del lavoro e studi dei movimenti sociali (Cini, 2021).

Gli articoli, in italiano o inglese e di una lunghezza massima di 8.000 parole, devono essere caricati QUI entro il 15 aprile 2024.

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